Progetto di riordino della Biblioteca Seminarile di Novara e formazione per l'inserimento lavorativo di detenuti ammessi alla fruizione di misure alternative
La società grafobit in collaborazione con la società Net-Up e l'associazione culturale Mediterraneum sta ultimando la fase di presentazione del progetto Liber.
Liber è finalizzato al riordino, mediante catalogazione in formato elettronico, dei libri della Biblioteca del Seminario Vescovile di Novara, i cui locali sono attualmente in fase di ristrutturazione. I testi più antichi, di pregio e rari saranno digitalizzati e messi online per essere consultati tramite una biblioteca virtuale sul sito web del Seminario.
Il progetto sarà completamente organizzato, diretto e gestito dalle società “Net-up” e “grafobit” di Novara che cureranno ogni aspetto tecnico e formativo per la parte software e di sistema e quella grafica, mentre l'associazione culturale Mediterraneum è l'ente proponente no-profit.
La realizzazione pratica di molte delle fasi sarà affidata ad un gruppo di tre o cinque detenuti della locale Casa circondariale, che inizialmente seguiranno un percorso formativo e saranno poi assunti con contratto a termine. L’esperienza e le capacità tecniche così acquisite faciliteranno il loro reinserimento sociale e lavorativo.
Si possono sinteticamente fare alcune considerazioni:
1) La Biblioteca del Seminario Vescovile di Novara è una delle più importanti del Piemonte, la presenza di molti volumi antichi e rari ne aumenta considerevolmente il valore culturale. I locali attualmente sono in fase di ristrutturazione e quindi i volumi non risulteranno disponibili alla consultazione per molto tempo. La catalogazione della Biblioteca è ancora gestita manualmente e quindi la fruibilità del contenuto per lettori, studenti ed appassionati è incerta e difficoltosa. Si può approfittare di questo momento per riorganizzarne la gestione adottando criteri e metodi di catalogazione moderni e maggiormente efficaci senza che le due fasi (la ristrutturazione dei locali e la catalogazione) si intralcino a vicenda. Si può fare di più: pensare di porre gradualmente online il contenuto più pregiato, senza timore di deteriore i tomi originali consentendone la lettura e/o la stampa a chiunque sia interessato senza limitazioni di sorta.
2) Nel mondo del lavoro la competitività è in continuo aumento. Oggi risulta veramente difficile per chiunque trovare una valida opportunità di impiego, una difficoltà che si acuisce enormemente per tutti quei soggetti che vivono l’emarginazione totale del carcere. Per costoro - ed in particolare per chi ha scontato o sta scontando lunghe pene detentive - un reinserimento in ambito lavorativo può avere qualche possibilità di successo soltanto ove si riescano ad acquisire delle competenze professionali in campi in pieno e rapido sviluppo, in particolar modo informatica e telecomunicazioni. Competenze specialistiche in applicazioni innovative e non inflazionate (come potrebbero essere quelle necessarie alla gestione e allo sviluppo di una biblioteca virtuale) fornirebbero un utile bagaglio per potersi proporre, anche autonomamente, in altri progetti stimolanti e di prestigio in cui l’esperienza di lavoro fatta consentirebbe di affrontare e risolvere adeguatamente i problemi tecnici via via incontrati.
3) Nella attuale fase congiunturale è sempre più arduo reperire le risorse economiche per sostenere la fase di start-up di un anche pur valido progetto. L’erogazione di fondi da parte pubblica o privata oggi risulta difficile perché giustamente subordinata ad una preventiva analisi critica della validità dell’idea e del suo grado di innovazione. Appare moralmente vincolante accedere a fondi di varia natura con la certezza di usare delle risorse per ottenere dei benefici pubblici. Il progetto “Liber” ha esclusivamente finalità sociali che riguardano da un lato la riqualificazione di un patrimonio culturale e dall’altro l’offerta di un aiuto costruttivo nei riguardi di persone che vogliono ricominciare a vivere. Coniugare queste dimensioni e fare incontrare Chiesa, carcere, impresa, disagio, tecnica e cultura è sicuramente una grande sfida e un’occasione meritoria per cercare di far fruttare nel modo migliore le somme eventualmente messe a disposizione.
I soggetti direttamente interessati al progetto, fatte salve tutte le istituzioni che a diverso titolo saranno coinvolte, sono:
1) Mediterraneum, associazione no-profit attiva da oltre 16 anni nella provincia novarese, interessata a promuovere iniziative di carattere sociale, culturale e solidaristico con una particolare attenzione al mondo del disagio.
2) Net-up s.n.c. del dott. Gianfranco Savino, giovane società di Novara specializzata nella progettazione di reti e di sistemi di reti, nello sviluppo di software, nella ideazione ed implementazione di database, nella realizzazione di siti web ed e-commerce, nell’organizzazione di corsi in campo informatico.
2) grafobit del dott. Egidio Giuliani, ditta individuale di Novara, specializzata in campo grafico-tipografico, web design e docenze nel settore della digital-graphic.
3) Detenuti ammessi a regimi alternativi alla detenzione della Casa circondariale di Novara, condannati a lunghe pene detentive con un buon livello di scolarizzazione ed una discreta base di conoscenze nel campo della grafica e dell’informatica, avendo frequentato corsi di specializzazione nei vari istituti.
La società Net-up sarà responsabile della parte realizzativa ed organizzativa riguardante il campo di sviluppo del software per la catalogazione e la messa online della biblioteca nonché delle formazione dei detenuti in questi ambiti.
La grafobit sarà responsabile per la parte grafica del progetto e la formazione in questo settore curando, inoltre, le relazioni tra i detenuti e le altre persone coinvolte nel progetto.
Le fasi di realizzazione del progetto Liber ed i suoi tempi di realizzazione - qui forniti in senso puramente indicativo - potrebbero essere i seguenti:
a) analisi del progetto, studio della struttura organizzativa della Biblioteca del Seminario, del metodo di catalogazione, stesura delle specifiche tecniche necessarie, scelta degli strumenti adeguati - 90 giorni c.a.;
b) inizio di sviluppo del software gestionale e del database della Biblioteca, inizio della formazione in tutte le aree interessate (metodi di catalogazione, gestione dei database, amministrazione di reti e server di reti, sicurezza e privacy dei dati, webmastering, fotografia digitale, tecniche di ripresa, fotoritocco, web publishing, normativa) - 180 giorni c.a.;
c) sviluppo/testing del software e del database, inizio della catalogazione dei libri - 90 giorni c.a.;
d) selezione dei tomi antichi, artistici e rari ed inizio della loro digitalizzazione tramite ripresa fotografica non invasiva, successivo ritocco al computer ed archiviazione in vari formati grafici - 180 giorni c.a.;
e) registrazione di un dominio internet per la Biblioteca e/o il Seminario, sviluppo di un sito web, messa online di un primo lotto di libri in formato digitale, testing del database online e della biblioteca virtuale - 180 giorni c.a.;
f) progressiva messa online dei libri selezionati, implementazione di tutti i servizi richiesti con eventuale accesso, consultazione e download a pagamento di ebook o testi in formato tipografico - 360 giorni c.a.;
g) formazione del personale interno al seminario o di alcuni detenuti per la gestione del catalogo della Biblioteca e manutenzione/aggiornamento del sito - 60 giorni c.a.
In considerazione del fatto che Liber tocca un ampio spettro di interessi sociali, economici e culturali il progetto, nella forma di business plan, si rivolgerà al massimo numero possibile di enti, istituzioni e fondazioni locali, nazionali e comunitarie per reperire i fondi necessari per l’acquisto delle attrezzature ed il pagamento delle collaborazioni professionali nonché per le borse lavoro e gli stipendi dei detenuti.
In prima istanza si privilegerà il Fondo della Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia che prevede l’erogazione di somme per progetti finalizzati alla formazione professionale e l’inserimento lavorativo dei detenuti.
Gianfranco Savino e Egidio Giuliani Novara, 28 agosto 2005
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