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DREAM: LOTTA ALL'AIDS IN AFRICA - DIARIO E FOTO

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La pandemia del virus HIV, responsabile del nuovo e più grave dramma africano, quello dell’AIDS, non accenna a indebolirsi. Minaccia ormai centinaia di milioni di persone in tutto il continente, corrodendo il suo precario sistema economico, scolastico e sanitario. La speranza di vita in Africa scende sempre più drammaticamente.

La Comunità di Sant'Egidio sente di dover raccogliere il silenzioso appello che si leva oggi dai malati di tanti paesi africani, da uomini e donne comuni, da giovani, ma anche da moltissimi bambini. Per questo ha avviato il progetto Dream, il primo programma globale di lotta all'AIDS in Africa, iniziato in Mozambico

Il Mozambico si colloca al 168° posto su una classifica di 174 paesi censiti per Human Development Index (2000). La sua popolazione è di 19,3 milioni di abitanti. La mortalità infantile è pari al 115 per 1000 (1999). L'attesa di vita alla nascita nel 2000 era stimata a 39 anni (in assenza dell'AIDS sarebbe di 50 anni). Il PIL è di 782 USD/anno. La spesa sanitaria ammonta al 4,6% del PIL. L’alfabetizzazione adulta è solo del 43%.

I numeri: Stima delle persone sieropositive o con AIDS, viventi alla fine del 1999: 1,2 milioni; di queste, 630.000 sono donne adulte. Percentuale di adulti infettati dal virus HIV: 13,2%. Stima dei morti per AIDS nel 1999: 98.000. Stima dei bambini (0 - 14 anni) sieropositivi o con AIDS, viventi alla fine del 1999: 52.000. Bambini orfani a causa dell'AIDS dall'inizio dell'epidemia: 310.000. Bambini orfani a causa dell'AIDS dall'inizio dell'epidemia e che sono tuttora viventi: 248.177.

Si tratta di cifre impressionanti che ricordano quelle di una guerra. Dal momento che la quasi totalità delle infezioni si risolvono in malattia conclamata - cioè AIDS - e che il tasso di mortalità tra i malati è prossimo al 100%, possiamo avere un'idea abbastanza precisa delle dimensioni, in termini di decessi, che la sindrome da immunodeficienza acquisita ha causato e continuerà a causare.

Il programma di lotta all'infezione da HIV e all’AIDS avviato dalla Comunità di Sant'Egidio prevede: esecuzione di test per infezione da HIV; formazione di personale locale (medici, infermieri, tecnici di laboratorio, operatori sanitari, educatori, etc.); educazione sanitaria (carceri, prostitute, centri materno-infantili); prevenzione del contagio dalla madre al bambino durante la gravidanza, il parto, il puerperio; terapia dell'infezione da HIV; creazione di laboratori di biologia molecolare necessari al controllo della terapia antiretrovirale; controllo delle donazioni di sangue; prevenzione e cura delle malattie correlate all'AIDS (infezioni opportunistiche, malattie sessualmente trasmesse); sostegno nutrizionale alle persone malate di AIDS; assistenza domiciliare per le persone gravemente ammalate.

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