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Nel quadro del progetto Dream della Comunità di S. Egidio, Giuliana è andata a Maputo in Mozambico. Quando può ci rende partecipi di quella realtà e delle sue emozioni tramite foto e mail.
09/02/06 21:58 - Ciao amichetto che fa l'orfanello!
La mappa è a dir poco... poco dettagliata, comunque sto all'incirca dove ti ho fatto la crocetta rossa. Ti mando pure (ma non è che l'ho già fatto?) una foto della vista dal balcone di casa: fai un po' tu!
Io sto bene. Vado tutti i giorni a Matola, una città che in realtà è quasi un tutt'uno con Maputo e dove c'è il centro per la cura madre-bambino ed il punto dove si distribuiscono gli aiuti alimentari ai pazienti che ne hanno bisogno. Vedo tutti i giorni decine e decine di donne e di bambinetti rigorosamente in collo alla madre, appesi dentro la capulana. E' molto bello vedere che le donne in cura stanno bene e che i figli sono sani. E' altrettanto brutto vedere che differenza di vitalità e di peso hanno questi bambini rispetto a quelli che sono entrati in terapia più tardi e che quindi portano i segni della malattia.
Oggi ha diluviato e le strade di Matola, che sono sterrate, si sono trasformate in un disastro; personalmente ho provato un tratto di strada con una trentina di centimetri d'acqua in cui mi sono immersa senza pensare a che poteva esserci sotto... Nonostante questo, abbiamo visto solo alla distribuzione 35 donne: l'integrazione alimentare è utilissima sia per i bambini che, spesso, per l'intera famiglia.
A Matola lavoro con Filipe (un prussiano nella pelle di un africano), Sandra (che è malata ma sta bene con la terapia) e Yaya.
A questo punto interrompo, già che ci siamo sentiti su Skype. Aggiungo foto della preghiera e della festa di ieri.
Ti manderò poi altro.
12/02/06 10:05 - Acc... Egì,
stasera Skype ci ha traditi.
Le comunicazioni da qui a volte vanno un po' a rilento. In compenso il lavoro di Dream va veloce: è necessario che sia rapido, perché sempre più persone possano star bene.
Ieri siamo stati appunto alla festa di fidanzamento di cui di dicevo (anzi... di cui provavo a dirti!). Fidanzati emozionati come si deve e grande accoglienza. Si usa fare già il regalo per il matrimonio e la consegna dei regali è molto bella, importante: chi fa il regalo lo porta cantando una canzone, possibilmente composta per l'occasione. Ci vedi nella foto? Abbiamo provato a non sfigurare... per fortuna c'erano i nostri amici della Comunità di Maputo a cantare con noi!
Ho approfittato della massiccia presenza di bambini per intrattenerli un po'; sono garbati e sono stati ad ascoltare cose in italiano e giochetti insulsi (nella foto io sono quella rossa, con la camicia rossa e gli occhi rossi!).
Domani ti racconto della giterella di oggi in Sud Africa. E domattina me ne vado a Matola a lavorare un po'.
Incredibile ma mi manchi!
19/02/2006 16:49
A proposito di galere africane e tralasciando le belle nuove idee per quelle italiane, ti dico che ieri mattina sono stata al centro Dream di Machava (vedi foto). Lì il sabato mattina curiamo i detenuti malati di AIDS della prigione vicina.
Arrivano con i piedi incatenati, ammanettati a due a due, vestiti con una divisa nera. Garbatissimi e curati da Sant'Egidio meglio che si puo'. Inizialmente ci sono state resistenze da parte delle istituzioni alla nostra proposta di curarli: perché "sprecare" cure di tale livello per persone che sono inutili al paese?
L'abbiamo fatto proprio perché sono quelli di cui nessuno si ricorda, che stanno, malati o no, in attesa di processo per anni, che a volte non vengono liberati a fine pena perché nessuno istruisce la loro pratica. C'è gente che ha passato anni ed anni in carcere per il furto di una barra di sapone o di una bicicletta e in larga misura soffre la fame per il vitto insufficiente e l'impossibilità dei familiari di provvedere al loro mantenimento. E poi ci sono tanti ragazzi fra i sedici ed i diciotto anni sottoposti al medesimo regime di carcerazione degli adulti, con gli adulti.
Adesso chi ha fatto il test per l'AIDS in carcere viene al nostro centro e lì abbiamo ottenuto che nel giardino, nell'attesa della visita, possa incontrare i familiari; un piccolo colloquio in un ambiente più piacevole del parlatorio della prigione e che ci sembra più adatto anche ai figli dei detenuti.
Anche qui a Maputo un po' di agitazione da parte dei musulmani. Il settimanale "Savana", ha pubblicato le vignette che hanno provocato reazioni in quest'ultimo mese ed un centinaio di musulmani hanno preso d'assedio la sede del giornale stesso. Ora stanno a fare un po' di barulho (baccano, confusione) ed è stato consigliato agli europei di stare piuttosto defilati.
In realtà qui la comunità musulmana è decisamente moderata ed il direttore di "Savana" ha già parlato loro in moschea per chiarire la situazione, quindi dovrebbe tutto tornare alla normalità.
Bruttissimi invece gli episodi in Tunisia e Nigeria.
Stamattina sono stata ad una liturgia bellissima in una povera parrocchia di Infulene, un quartiere periferico di Maputo. Messa all'aperto, sotto le acacie, con cinque-seicento persone come tutte le domeniche!
Tutti cantano i canti in changane (la lingua tradizionale del sud del mozambico), che sono ritmati ed accompagnati dai tamburi. Una ventina di dançarinas, direi dai cinque ai dieci anni, ballano per accompagnare alcuni momenti della messa.
Le letture e la predicazione sono fatte sia in portoghese che in changane e ben scandite in modo che tutti possano capire.
Mi è sembrato che ci fosse una grande attenzione a tutto: la comprensione appunto e poi il posto più fresco ed in ombra per le donne anziane, le panche in prima fila per i bambini, la richiesta a noi ospiti di fare un saluto, la raccolta delle offerte fatta dai bambini che tendono le capulane.
Mi pare che i poveri abbiano diritto alla bellezza. La messa di stamattina era di una bellezza che commuove.
Ti mando un po' di foto, ma stamattina ho proprio pensato che se ci fossi stato ti sarebbe piaciuta tanto.
22/02/2006 17:23
Oggi ho visto una zona impressionante a Matola. Sono andata a casa di una donna che ospita una decina di bambini orfani e che quindi noi sosteniamo con aiuti alimentari ed un po' di soldi. La casa dà su una lunga strada sterrata, in discesa, completamente ricoperta di immondizia; mi hanno spiegato che ci mettono apposta l'immondizia, come riempimento delle buche, delle zone che franano o vengono trascinate a valle dalla pioggia. Una gran tristezza. E tutti i bambini che allegri ci giocano in mezzo.
28/02/2006 22:01
Hai presente la foto che hai messo pure sul sito, quella con la famigliola dentro il magazzino? Artemizia è la mamma del bambino che al momento dello scatto aveva una settimana e che alla nascita pesava un chilo e ottocento. Oggi è entrata tutta felice al magazzino ripetendo che il bambino sta crescendo, che è aumentato di due etti! Era cosi' contenta da far tenerezza. Siamo stati un po' davanti al magazzino a scherzare con lei ed il marito per questa criancinha tanto piccola ma si cui si stanno prendendo cura così bene.
Poco dopo è arrivata una donna a cui è morto il figlio di quattro giorni: in ospedale non hanno saputo spiegarle la causa della morte e si chiedeva se fosse a causa della sieropositività. Purtroppo anche i bambini che nascono sani dal nostro programma di cura sono esposti alle malattie che in Africa possono essere fatali. I controlli periodici ai nostri centri li tutelano molto, ma a volte le strutture ospedaliere non riescono a fronteggiare le crisi di malaria o di qualche malattia infettiva.
Ieri una ragazza ci ha raccontato del suo bambino di nove mesi morto uan settimana fa in ospedale. Anche lei non spaeva la causa della morte e piangeva silenziosamente lacrime enormi che si asciugava con la capulana. Sandra e Felipe la consolavano, anche loro pero' con poche parole.
Le vite dei bambini qui sono fragilissime.
Stiamo dando gli ultimi ritocchi al nuovo magazzino "centrale" di Maputo, che ci permetterà di distribuire aiuti alimentari ad un maggior numero di persone. E' enorme e pare meno caldo di quello di Matola! Chisà' se riesco a vederlo in attività prima di partire...
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