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Il pharmakòs greco. Un interessante rituale di capro espiatorio. Entro il modello complessivo del capro espiatorio sono stati di volta in volta introdotti vari miti e ritualità.

Le trasformazioni che la figura del capro espiatorio ha subito sono veramente tante e sorprendenti: si va dal toro drogato di Crisame per vincere la guerra contro gli Eritri, al montone ittita per guarire la peste; dall’uccisione del re ateniese Codro per fermare i Dori, alle capre dello Yom Kippur per emendare dai peccati il popolo ebraico; dall’espediente del cavallo di Troia alla devotìo militare latina.

Ma il modello del rituale si allarga enormemente considerando che l’Edipo di Sofocle in definitiva è la lenta ed inesorabile metamorfosi di un re in un capro espiatorio, mentre lo stesso termine greco tragedia significa “canto in occasione del sacrificio di un capro” ed, infine, la passione redentrice del Cristo, alla base della cultura occidentale, è pienamente riconducibile ad un sacrificio purificatorio di quel genere.

La figura che da questo sfondo si vuole isolare è quella del pharmakòs, il capro espiatorio greco.
La cerimonia del pharmakòs è comune a molte pòleis greche, risale sicuramente ad un periodo anteriore al VI sec. a.C. ed è praticata ancora in epoca tardo-imperiale.

Qui si analizzeranno gli schemi comuni e le particolarità più significative di questo sacrificio per alcuni dei luoghi dei quali si hanno evidenze storiche.


Urbino, maggio 1999 .: download :.

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